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La Chiesa Parrocchiale

La Chiesa Parrocchiale


La chiesa Parrocchiale di Casanova Elvo, dedicata a S. Martino, sorge al centro del paese, si eleva con la sua mole e con la torre campanaria su tutti gli altri edifici. Forma l’orgoglio degli abitanti e l’ammirazione dei forestieri. Quale fosse stata la sua antica struttura non ci è dato di sapere con precisione. Pochi sono i documenti in nostro possesso. Da un documento che si conserva nell’Archivio parrocchiale (bolla papale 1661) sappiamo che la chiesa di S. Martino veniva denominata “cappella Santo Martino”, (chiesetta di S. Martino), il che significa che la sua esistenza era già da tempo nota, ma era una costruzione di dimensioni contenute. E tuttavia nulla sappiamo della sua forma e della sua antica struttura.
Il pievano di Casanova Elvo D. Giov.: Battista Necco (1) nell’anno 1970 scriveva: “il santo titolare di questa parrocchiale chiesa è S. Martino, né so invenire in quale anno è stata eretta; so ben dire che essendo antica fu riedificata l’anno del Signore MDCLXXXXIV, (1694) ed è questa di giuspatronato degli ill.mi signore cav. Giuseppe Maria dei conti Avogrado di Casanova, i quali, quanto mi è noto, non hanno alcuna prerogativa o privilegio se non che la nomina del parroco”.
Ma la riedificazione della chiesa nel 1694 era già seconda, perché l’antica chiesa parrocchiale, era rovinata in epoca ben anteriore, distrutta dall’Elvo.
Nel “Registrum Synodalium mensae solveniorum” dell’anno 1438, è annotata: “Ecclesia de Casanova debet pro sinodal. Sol. V, e di contro:MCCCCLXXV die seconda Ian. Solvit p.br Antonius de Vallarboito vicegerens Casanovae pro Synodal. Festi S. Martini
Praeteriti sol “V”.
Da questi documenti si evince che non solo la chiesa deve essere considerata antica, ma anche la parrocchia. Dalla visita pastorale di mons. G. Stefano Ferrero, del 1606, veniamo a conoscere che la parrocchia già nel secolo XVII aveva il titolo di “pievania” ; prima di quella data, negli atti di visita, era segnato semplicemente col titolo di “parrocchia”. C’è quindi un evidente passaggio di importanza.
La “pieve” è una porzione di territorio diocesano, che comprende alcune parrocchie, poste sotto la giurisdizione del pievano.
Nel documento del 16 ottobre 1606 (4), viene annotato quanto segue: “visitavit ecclesiam parochialem S. Martini, plebaniam nuncupatam, loci casanovae cuius titularis est Rev. P.br. Ioannes Dominicus de Panealis de Celiano, annor. 46 provisus ab Ordinario ad nominationem nobilium dominorum huius loci sub die tertia augusti 1593”.
Per lunghi anni, la chiesa, è stata di patronato degli ill.mi conti Avogadro di Casanova, ma dobbiamo ai parroci la riconoscenza per l’impegno profuso, non solo a favore della costruzione, mar soprattutto per i parrocchiani.
Un segno di gratitudine va al pievano cav. D. Giuseppe Pisani, il quale, resse la parrocchia per oltre cinquant’anni, lasciando dietro a sé, memorie indelebili.

LA PARTE ESTERNA

La struttura dell’attuale chiesa è in stile gotico-lombardo e risale ai primi anni del ‘900. E’ situata davanti ad una piazza, recentemente abbellita da lavori delicati, che ne fanno risaltare ancor più l’imponenza.
Ha un’unica porta ed in alto presenta un prezioso mosaico, in oro, che raffigura S. Martino, in atto di donare una parte del suo mantello ad un povero della strada-
Alzando ulteriormente l sguardo ci si incontra in un bel rosone, che dà luce all’interno e rende elegante tutta la facciata.
L’elegante autorità della costruzione, lo spessore delle pareti munite di solide basi, l’imponente struttura del campanile, che si erge a fianco; le consentano una linea tipicamente singolare, che possiamo identificarla, senza troppi sforzi, in quella gotica, con qualche aggiunta di stile lombardo.
Basandoci sull’osservazione ed aiutandoci con i documenti, esaminiamo alcuni piani della torre campanaria: il punto più elevato, appena sopra le campane, è di epoca più recente; mentre la struttura inferiore è molto più antica.
Non a caso, un disegno, che si conserva nell’archivio parrocchiale, presenta un innalzamento della torre campanaria con relative modifiche nella parte più elevata, avente una forma cuspidale, che sono meglio avvertite da un attento osservatore, in quanto appaiono diverse mani nella costruzione.
In una veduta panoramica del paese, dei primi anni del ‘900, il campanile si presenta di forma quadrata; la stessa forma di un disegno che si conserva nell’Archivio Parrocchiale, prima della sua modifica finale.
Se si volesse poi ricostruire con facile immaginazione la struttura primitiva della chiesa, ci si dovrebbe appellare a labili indizi storici, che la descrivono piuttosto piccola come forma, senza prospettarne lo stile in un documento che si conserva nell’archivio parrocchiale, dell’anno 1806, si parla della costituzione di un comitato (un Consiglio parrocchiale ante litteram), che presiedeva all’esproprio di una parte del vecchio cimitero, sito accanto alla chiesa principale per destinarlo alla fabbricazione della nuova chiesa. Ci si domanda: è l’attuale chiesa? Non ci è dato da sapere, anche se pensiamo essere un’ipotesi verosimile.
Certamente grande merito va dato al pievano, considerato dai parrocchiani un vero pastore e mecenate, cav D. Giuseppe Pisani, il quale, non solo si preoccupò nell’arco dei suoi cinquant’anni di ministero, di essere una vera guida pastorale, ma volle lasciare alla memoria della popolazione un monumento (la chiesa) di grande valore artistico.
Sulla facciata della chiesa, a fianco del rosone centrale, si apre una graziosa finestra, elegante, alta e snella ad arco ogivale, con a fianco due lesene, che terminano a punta e che le fanno da cornice, costruita per dare preziosità al frontespizio.

LA PARTE INTERNA

La linea è quella neo-gotica, di rara bellezza architettonica. Fasci di luce soffusa, nascono dalle finestre poste nelle pareti laterali, tanto grandi, quanto è consentito dall’altezza della chiesa.
A prima vista si direbbe che da terra si innalzano fino al soffitto danno un senso di forte robustezza a tutta la struttura.
A prima vista si direbbe ad una unica navata lineare, ma improvvisamente a destra si apre uno spazio a braccio unico, che istintivamente fa pensare ad un’altra costruzione simmetricamente opposta a questa, che non esiste.
Molto bella la parte absidale con modanature ad archi, quasi a formare una piccola volta celeste ed a coprire l’altare maggiore, situato al centro, assai elegante, ma di costruzione recente.
Della stessa eleganza e della stessa epoca, l’altare di sinistra, dedicato al S. Cuore e come pure, le acquasantiere poste all’ingresso della chiesa.
Altro discorso si ha da fare per l’altare del S. Rosario. Di epoca barocca, in marmo pregiato, rappresenta una rarità architettonica, nell’ambito dello stile della chiesa.

Tratto dal libro: "Casanova Elvo - Frammenti di storia" di Luciano Pedrola